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IL MAIALE MANGALICA
Origine, diffusione e caratteristiche produttive
La razza Mangalica (o Mangaliza, Mangalitsa, Wollschwein in tedesco) era molto diffusa un tempo in Ungheria e nei paesi limitrofi (es. Romania); famosa tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo per la qualità delle carni (impiegate per la produzione di salame ungherese).
L’origine della Mangalica è incerta: deriverebbe direttamente dal cinghiale europeo (Cornevin), dall’incrocio tra il porco domestico europeo e quello indiano (Nathusius), dal maiale turco (Fitzinger) e ancora dall’incrocio tra il maiale indiano e il cinghiale (Monostori).
I suini di questa razza hanno fatto la fortuna degli allevatori ungheresi e di altri paesi balcanici, che ne esportavano in gran numero, specialmente nella seconda metà del secolo XIX e nei primi decenni del XX, sino a quando le razze inglesi si diffusero rapidamente e gli animali molto grassi vennero sempre meno ricercati.
La peculiarità della razza Mangalica è appunto quella di depositare un’enorme quantità di grasso, il cui spessore sul dorso può superare i 20 cm; anche la carne, gustosissima, è abbondantemente infiltrata di grasso.
IL MAIALE MANGALICA
Perchè è così raro
Nonostante oggi gli esemplari dei Mangalica sono in aumento, è stata una razza sull’orlo dell’estinzione. Nell’800 e per buona parte del secolo scorso, il maiale-pecora era molto diffuso. Sia in Italia che nel resto d’Europa, la sua carne era apprezzata e la sua resistenza fisica ne permetteva l’allevamento un po’ ovunque. Poi, con l’avvento degli allevamenti intensivi, al Mangalica vennero preferite razze più piccole di dimensioni e che ingrassavano molto più rapidamente.
Nel ‘73 il governo ungherese la dichiarò razza protetta e, solo sul finire degli anni ‘90, il maiale-pecora fu salvato dall’estinzione.
Gli allevamenti dei Mangalica, sono ormai pochi. Quasi tutti sono in Ungheria, dove la razza è protetta dalle leggi dello Stato: “Gli ungheresi non esportano animali vivi ma solo prodotti lavorati. Il nostro allevamento – ci dice ancora Fabrizio Nocci, co-fondatore di Solobrado – è l’unico in Italia e non è stato affatto facile farlo crescere. Anche noi non vendiamo gli animali vivi. L’allevamento di questa razza è faticoso e dispendioso: ci sono voluti più di 15 anni per arrivare a questo punto“.
Grazie all’amore della famiglia Metzeler, nel 2006 nasce a Villa Caviciana, l’allevamento di Mangalica più grande d’Italia. Solobrado, con cura artigianale, passione e meticolosa attenzione continua il progetto della famiglia Metzeler, proteggendo e salvaguardando il benessere di questa razza antica, per la sua storia, il suo valore zootecnico e la sua bellezza.
SOLOBRADO
Allevamento
responsabile e naturale
I nostri Mangalica vengono allevati allo stato semi-brado in oltre 86 ettari di bosco e pascoli, un ambiente unico in Italia. Questo approccio favorisce la crescita lenta e naturale dell’animale, permettendogli di sviluppare il tipico strato di grasso che rende la carne così gustosa.
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